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Chiusura Punti Nascita? Una buona notizia per la sicurezza delle donne

Comunicato Stampa Emilia Romagna

Pubblicato il 06/10/2017

 

 

L’AAROI-EMAC Emilia Romagna condivide la decisione ministeriale e auspica un controllo puntuale per le tre strutture in deroga

 «Pur comprendendo la delusione delle mamme dei tre comuni in cui è stata stabilita la chiusura dei Punti Nascita - Castelnovo ne´ Monti (Re), Pavullo nel Frignano (Mo) e Borgo Val di Taro (Pr) -, gli Anestesisti Rianimatori condividono la decisione del Ministero della Salute e si mettono a disposizione per spiegare ancora una volta alle comunità che i piccoli Punti Nascita, sebbene più vicini a casa, sono ad alto rischio per la Sicurezza della donna e del bambino». A ribadirlo è l’AAROI-EMAC Emilia Romagna, sezione regionale dell’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica.

«La vera battaglia da fare è quella culturale di formazione e di informazione in rete con le donne, future mamme, e di programmazione di un percorso nascita che permetta di superare in sicurezza i disagi possibili legati alle situazioni geografiche più difficili - afferma Teresa Matarazzo, Vice Presidente Nazionale Area Nord dell’Associazione -. E’ importante far capire che un parto in una struttura che registra 124, 153 o 196 parti all’anno non ha le garanzie di sicurezza richieste a livello nazionale e internazionale. Centralizzare le nascite permette, invece, di rispondere con cure adeguate e percorsi nascita personalizzati e sicuri alle esigenze delle mamme. La comodità dell’ospedale sotto casa non può andare a scapito della sicurezza».

«Il nostro auspicio, dopo la chiusura di tre Punti Nascita - sottolinea Matteo Nicolini, Presidente AAROI-EMAC Emilia Romagna -, è che le strutture in deroga siano sottoposte a stretto monitoraggio affinché i requisiti di sicurezza vengano sempre garantiti senza ricorrere ad espedienti fantasiosi. Non dimentichiamo, infatti, quanto accaduto con le modalità organizzative del periodo estivo di alcuni Punti Nascita che prevedevano la figura dell’Anestesista Rianimatore mascherato da ginecologo, con la funzione di “tappabuchi” in situazioni di competenza ginecologico-ostetrica. Sia quindi ben chiaro che - se proprio devono rimanere aperti -, i Punti Nascita si Scandiano (Re), Mirandola (Mo) e Cento (Fe) dovranno rispettare gli standard clinici e organizzativi, a partire dal numero adeguato di personale e l’imprescindibile presenza dell’anestesista dedicato in sede H24 per le eventuali urgenze e magari arrivare finalmente a offrire il servizio di parto in analgesia epidurale».

 

 

 

 

 

 

 

 

              

 

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