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Criticità del 118 in Sicilia e non solo

Lettera a Quotidiano Sanità

Pubblicato il 27/06/2016

 

 

Gentile Direttore,

in qualità di Presidente AAROI-EMAC Sicilia, nonché di Vice Presidente Nazionale Area Sud della suddetta Associazione, mi corre l’obbligo di chiedere ospitalità per intervenire nel dibattito scatenatosi dopo una lettera del Dr Gianluigi Morello in cui viene contestata la progressiva esclusione degli Anestesisti Rianimatori dal Sistema 118 Siciliano.

Alle affermazioni di Morello è prontamente seguita una lettera di protesta del Dr Di Gesù, tanto accorata quanto, nelle argomentazioni addotte, debole e in parte strumentale.

Accorata perché – si evince chiaramente – è comprensibile l’impatto emotivo di tali affermazioni su chi ha scelto da tempo, consapevolmente, responsabilmente, ed acquisendone le specifiche competenze, di dedicarsi “full time” al Sistema di Emergenza-Urgenza Territoriale. Deboli perché ogni qualvolta, a proposito della qualità di alcuni settori del nostro SSN, qualcuno ha il coraggio di affermare – a ragion veduta e dimostrata – che “il re è nudo”, viene inesorabilmente fatto oggetto di confutazioni che non affrontano le questioni sollevate in una logica di sistema, ma più o meno miopemente in base a situazioni personali. Strumentali allorquando a difesa di tali situazioni personali viene puntato un dito accusatorio.

Le ombre che caratterizzano il 118 Siciliano, sottolineate da Morello, sono molto diffuse anche sull’intero territorio nazionale. E’ innegabile (e infatti non viene negato, anzi, viene forse ignorato) il fatto che i Medici di Emergenza Territoriale con i quali (in quasi tutta l’Italia) il Sistema 118 sta sostituendo gli Anestesisti Rianimatori “posseggono le più svariate specializzazioni, dalla dermatologia alla genetica, dalla biochimica alla medicina dello sport, che con un corso di sei mesi … son divenuti possessori di un brevetto abilitante alla emergenza extraospedaliera”. Questo paradosso deriva da una precisa volontà politica che orienta le proprie scelte strategiche (non solo nel 118, ma in tutti i settori sanitari, soprattutto per quanto riguarda il costo del personale medico) subordinandole alla logica del low cost. “Basta che funzioni”, è in pratica il principio fondamentale di tale volontà, con l’appoggio determinante, e il condizionamento interessato, di chi da tale volontà si ritiene legittimato a far valere competenze che di rado vanno oltre un patentino. E questo patentino a volte è una buffonata, ancor peggio quando il suo conseguimento viene subordinato al possesso dell’abilitazione all’esercizio della “Medicina di famiglia”, come già da tempo avviene in Puglia, e come inizia ad essere scimmiottato in altre Regioni.

Il Collega Morello, inoltre, propone che “sarebbe possibile, senza difficoltà, attuare il virtuoso modello in vigore in Lombardia che prevede come attività elettiva (non remunerata in extra) i turni svolti dagli Anestesisti Rianimatori sulle ambulanze del 118”. Ebbene, anche questa affermazione, nella prima lettera del Dr Di Gesù, viene ignorata. Non solo: Di Gesù risponde a sproposito su questo preciso punto, accusandolo di un interesse personale (che a suo giudizio pretestuoso sarebbe “la cuccagna del plus orario”) dal quale la suddetta proposta è evidentemente immune nella sua stessa formulazione. Ma tant’è, a volte la fretta di confutare una tesi può portare a stravolgerne, artatamente o meno, i contenuti.

Bene ha fatto il Collega Dr Conti, in un’altra lettera, a precisare alcuni altri dettagli sull’argomento. Molti altri ce ne sarebbero, e gli “addetti ai lavori”, sia Anestesisti Rianimatori che “Medici EST”, li conoscono perfettamente. Il Dr Di Gesù, finalmente, se ne dichiara “amareggiato” con una replica. Vogliamo qui tralasciare, per nostro sincero desiderio di collaborare e non di contrapporci, i suoi espliciti riferimenti ad una diffamazione che esiste solo nella sua immaginazione fuorviata dal comprensibile impatto emotivo personale come sopra ipotizzato. Il Collega Medico EST Di Gesù propone di percorrere insieme l’inquadramento dei Medici EST nel CCNL della Dirigenza Medica, invece che il loro accaparramento da parte delle Medicina Convenzionata in un ACN che per il settore dell’Emergenza-Urgenza, come per altri settori (si pensi all’ACN della “specialistica ambulatoriale”, che ha da tempo invaso il campo della medicina ospedaliera dei servizi, a cui l’Anestesia e Rianimazione – orgogliosamente – ancora appartiene) ha creato, già da molti anni, un mostro contrattuale.

La nostra risposta è la seguente: sarebbe cosa buona e giusta, a patto di stabilizzare i non pochi Colleghi EST in possesso dei reali requisiti di professionalità, di competenza, e – last but not least – di esclusivo esercizio dell’attività di 118 e non, magari, di medicina estetica o di simili “integrazioni” lavorative. Le ombre che caratterizzano il 118 Siciliano, sottolineate dai Colleghi Morello e Conti sono molto diffuse anche sull’intero territorio nazionale. Non si può pensare di continuare ad libitum una politica di “sanatoria professionale” basata soltanto sulla buona volontà (quando c’è) di acquisire competenze “sul campo” da parte di chi inizia a svolgere attività di 118 come ripiego pseudospecialistico. Anche per questo non trascurabile motivo siamo invece contrari – ma immaginiamo che anche l’Associazione Convemed 118, di cui egli fa parte, lo sia – a stabilizzazioni sanatorie “urbi et orbi”, o ad altre soluzioni assimilabili, che da altri sono proposte (SISAC), più o meno subite e/o teorizzate (talune OOSS della Medicina Convenzionata) e/o attuate (Governi Regionali vari). Anche perché soccorso sanitario d’Emergenza-Urgenza non significa sovrabbondanza di mezzi medicalizzati rispetto alle chiamate appropriate, né scarico sul 118 di chiamate da gestirsi con modalità di “taxi sanitario” o attraverso una “continuità assistenziale”, che si vuol far passare sempre più come estensione al 118 della Medicina di Famiglia. L’Emergenza-Urgenza extraospedaliera altro non è che la messa a disposizione sul territorio, a beneficio dei cittadini, di risorse di uomini e mezzi tipicamente specialistici, quindi ospedalieri per loro stessa natura.

L’Emergenza-Urgenza, lo ribadiamo, non può essere nemmeno utilizzata come un ufficio di collocamento per “lavoratori socialmente utili”. Quanto ai costi di una “stabilizzazione ponderata” di professionisti realmente competenti, aggiungiamo che il Sistema 118 lombardo, come altri (sebbene questi altri talora applichino distortamente il virtuoso principio della “integrazione multiprofessionale” tra medici ed infermieri sotto forma di una vera e propria sostituzione dei primi con i secondi) prevede una distribuzione dei mezzi di soccorso medicalizzati ed infermierizzati tale da aver ampiamente risolto anche questo falso problema.

Certamente l’ipotesi di un transito di un numero congruo di Colleghi (limitatamente a quelli realmente competenti) da un ACN di medici generici “con patentino” ad un CCNL di medici specialisti pone diversi problemi di difficile soluzione, che però forse non è impossibile risolvere. Parliamone, caro Collega Di Gesù, e verifichiamo se vi sia modo di percorrere questa strada insieme.

Cordiali saluti.

Emanuele Scarpuzza
Presidente AAROI-EMAC Sicilia
Vice Presidente Nazionale AAROI-EMAC Area Sud

 

 

 

 

 

              

 

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