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Gli Anestesisti Rianimatori a Brescia hanno scioperato in massa

Nota di precisazione

Pubblicato il 14/12/2017

 

 

La nota AAROI-EMAC sull’adesione allo sciopero del 12 Dicembre 2017

In seguito agli articoli di stampa pubblicati in data 13 Dicembre su alcune testate bresciane, l’AAROI-EMAC – Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica – ritiene importante precisare che l’adesione degli Anestesisti Rianimatori allo sciopero è stata molto ampia, nella fascia alta dei dati nazionali, che mediamente ha visto aderire alla protesta l’80% dei Colleghi non precettati o assenti dal servizio per ferie o simili istituti contrattuali.

Agli Spedali Civili di Brescia, per tale adesione massiccia, sono state bloccate 23 sale operatorie adulti su 27, mentre sono stati assicurati gli interventi più delicati sui bambini. Fermi anche tutti gli ambulatori dedicati alle visite anestesiologiche pre-intervento, mentre le attività nelle Rianimazioni sono state garantite attraverso i contingenti minimi previsti per legge.

Allo Sciopero del 12 Dicembre ha aderito la quasi totalità di Anestesisti Rianimatori – afferma Andrea Coelli, Consigliere Regionale AAROI-EMAC -, considerando anche che gli AR compresi nei contingenti minimi per la garanzia delle emergenze avevano manifestato la volontà di scioperare. Questa puntualizzazione ci sembra dovuta, in particolare nei confronti dei tanti Colleghi che hanno deciso di aderire senza colpire i pazienti fragili”.

Questo sciopero, grazie a noi, ha avuto adesioni senza precedenti, anche e soprattutto a Brescia - afferma Alessandro Vergallo, Presidente Nazionale AAROI-EMAC -, dove gli Anestesisti Rianimatori, circa 120 su poco più di 900 medici, hanno aderito in massa alla protesta. La nostra mobilitazione non va contro il cittadino ma in suo favore, perché, in generale, la politica che amministra il nostro SSN ci obbliga a lavorare in condizioni di scarsa sicurezza per i pazienti. Avremmo potuto anche, rispettando la legge, avere ancora più effetto, ma ci siamo coscienziosamente premurati di assicurare ovunque le nostre prestazioni, oltre che per le urgenze, anche ai pazienti fragili e al dolore nelle situazioni di non procrastinabilità”.

 

 

 

 

 

 

 

 

              

 

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