{"id":25345,"date":"2021-12-21T09:27:00","date_gmt":"2021-12-21T08:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aaroiemac.it\/notizie\/?p=25345"},"modified":"2021-12-23T12:39:13","modified_gmt":"2021-12-23T11:39:13","slug":"pronti-a-protestare-contro-laumento-di-posti-in-ti-senza-personale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aaroiemac.it\/notizie\/?p=25345","title":{"rendered":"\u00abPronti a protestare contro l\u2019aumento di posti in TI senza personale\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>&#8220;Moltiplicare sulla carta i posti in TI, se poi manca il personale addetto, non pu\u00f2 rappresentare la soluzione principale al problema&#8221;. Cos\u00ec il Presidente Nazionale AAROI-EMAC, Alessandro Vergallo nell&#8217;intervista di Sanit\u00e0 Informazione.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8230;\u00abFotografata ad oggi la situazione non \u00e8 ancora ai livelli di estrema gravit\u00e0 delle precedenti ondate \u2013 spiega Vergallo \u2013 ma contiamo gi\u00e0 circa mille ricoverati nei reparti di rianimazione. Rispetto alle prospettive attese, i ricoveri sono destinati ad un ritmo di crescita o di decrescita nell\u2019arco di 2\u20133 settimane, che sono quelle che intercorrono tra il contagio e il manifestarsi della malattia grave. \u00c9 vero che l\u2019efficacia dei vaccini ha ridotto almeno di un terzo l\u2019effetto del contagio: facendo un rapporto tra contagiati, ammalati che necessitano di ricovero e ammalati che necessitano di terapia intensiva, nella prima ondata questo rapporto era di 100, 10, 1, mentre oggi abbiamo 100, 3, 0,3. Tuttavia il tasso di diffusione del virus sembra in forte rialzo rispetto alle varianti precedenti a causa dell\u2019avvento di Omicron, sulla quale i primi dati suggeriscono, infatti, un\u2019alta diffusione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesto fattore \u2013 prosegue \u2013 legato al fatto che non veniamo da periodi particolarmente restrittivi sugli eventi sociali ci spinge a prevedere nelle prossime settimane un rischio di crescita del 70% in pi\u00f9 dei ricoveri in rianimazione Covid rispetto a quelli attuali, che contribuirebbero a mettere in ginocchio un sistema ospedaliero gi\u00e0 duramente provato dall\u2019impatto delle ondate precedenti. A fronte di tutto questo \u2013 continua Vergallo \u2013 ci giunge notizia che le misure atte a prevenire questo rischio sarebbero, ancora una volta, centrate principalmente su un ulteriore aumento (rispetto a quanto gi\u00e0 fatto finora) dei posti in Terapia Intensiva. Ebbene questa \u00e8 una misura che appare ragionevole nella misura in cui \u00e8 realmente sostenibile, vale a dire se gli ulteriori posti in TI possono essere gestiti da specialisti competenti, perch\u00e9 moltiplicare sulla carta i posti in TI, se poi manca il personale addetto, non pu\u00f2 rappresentare la soluzione principale al problema\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNella prima ondata abbiamo fatto fronte all\u2019aumento di posti in TI facendo i salti mortali \u2013 ricorda Vergallo \u2013 con turni infiniti, saltando ferie e riposi eccetera, ma oggi, a fronte degli oltre 9mila posti in pi\u00f9 di cui si favoleggia, in realt\u00e0 noi ne contavamo circa mille in pi\u00f9 rispetto ai 5.100 del periodo pre-pandemico, per un totale di circa 6mila. Questo numero \u2013 sottolinea \u2013 pu\u00f2 essere implementato ancora di diverse centinaia di unit\u00e0: sia come sindacato AAROI-EMAC sia come societ\u00e0 scientifica SIAARTI, abbiamo evidenziato da subito l\u2019opportunit\u00e0 di non superare i 7500, per essere sostenibile a livelli di appropriatezza di gestione. Superare questo numero potrebbe prestarsi a fini strumentali, al fine di ridurre contestualmente le misure di contenimento nelle singole Regioni, instaurando inevitabilmente \u2013 spiega \u2013 un circolo vizioso: aumentare i posti \u201cteorici\u201d, allentare le restrizioni, far circolare la malattia in forma anche grave continuando a sovraccaricare l\u2019intero sistema ospedaliero, compresi i Pronto Soccorso, anche relativamente all\u2019assistenza extra Covid. Un vero gioco al massacro al quale non abbiamo intenzione di prestarci, e relativamente al quale non escludiamo azioni di protesta\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abI nostri colleghi sono duramente provati da quasi due anni pesantissimi, giunti alla quarta ondata \u2013 ammonisce il presidente AAROI EMAC -. Non \u00e8 possibile continuare a scaricare sugli ospedali l\u2019intero peso di un\u2019emergenza che, come ormai abbiamo appreso, \u00e8 ciclica e che si presenta, e va gestita, a livello multimodale: innanzitutto con un incremento della campagna vaccinale, perch\u00e9 ci sono ancora 6 milioni di italiani non vaccinati e che ad oggi non hanno intenzione di vaccinarsi, considerando che il 75% dei ricoverati in Rianimazione per Covid \u00e8 non vaccinato; poi \u2013 conclude \u2013 con il mantenimento delle misure di prevenzione individuale e di contenimento sociale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.sanitainformazione.it\/lavoro\/covid-anestesisti-sul-piede-di-guerra-pronti-a-protestare-contro-laumento-di-posti-in-ti-senza-personale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Leggi l&#8217;articolo<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Moltiplicare sulla carta i posti in TI, se poi manca il personale addetto, non pu\u00f2 rappresentare la soluzione principale al problema&#8221;. 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