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Sede di lavoro temporanea e modificabile, il Medico diventa “nomade”

DIFFIDA INTERSINDACALE

Pubblicato il 17/02/2020

 

 

L’Intersindacale chiede un incontro all’ARAN e diffida la Asl di Bari per violazione del Contratto di Lavoro

 «La sede di prima destinazione è individuata temporaneamente presso il PO “…”. La destinazione di servizio originaria potrà essere modificata a insindacabile giudizio dell’Azienda in considerazione di sopravvenute esigenze di servizio.
Inoltre, per le stesse motivazioni il Dirigente dovrà assicurare temporaneamente la copertura di turni di servizio presso altre Strutture Ospedaliere dell’ASL di Bari».

È quanto scritto nero su bianco su alcuni Contratti Individuali di Lavoro a tempo determinato sottoposti a Medici Anestesisti Rianimatori dall’Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Bari in evidente violazione del CCNL Area Sanità che dispone che con l’assunzione venga assegnata stabilmente la sede di lavoro.
A denunciarlo è l’AAROI-EMAC che ha coinvolto altre sigle dell’Intersindacale della Dirigenza Medica, Sanitaria e Veterinaria (Anaao Assomed – Fassid (Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr) – Fp Cgil Medici E Dirigenti Ssn – Fvm Federazione Veterinari E Medici – Uil Fpl Coordinamento Nazionale Delle Aree Contrattuali Medica, Veterinaria Sanitaria – Cisl Medici) in una richiesta congiunta d’incontro all’ARAN e nell’invio di una Diffida all’Azienda barese.

«Dopo i medici militari e i medici pensionati siamo arrivati ai medici “Nomadi” – affermano le OO.SS. –. Professionisti che dall’oggi al domani potrebbero essere spostati da una sede di lavoro ad un´altra o da un presidio ospedaliero all’altro secondo “l’insindacabile” giudizio aziendale. Una violazione gravissima che non può e non deve passare sotto traccia.
Negli ultimi mesi – sottolinea l’Intersindacale – abbiamo assistito all’invenzione di escamotage di tutti i tipi per far fronte alle difficoltà derivanti dalla carenza dei Medici. Pur complimentandoci per la creatività dei Direttori Generali, riteniamo che la misura sia colma. Esiste un contratto di lavoro che va rispettato in tutte le sue parti, così come esistono i diritti dei lavoratori di conoscere in via definitiva la sede di lavoro anche per organizzare la propria vita extra lavorativa.
Non ultimo occorre preservare la sicurezza delle cure che potrebbe venire meno di fronte a cambiamenti estemporanei che non tengono in alcun conto l’importanza della conoscenza tra colleghi e dell’ambiente di lavoro».

Di fronte ad una simile situazione le OO.SS. hanno richiesto all’ARAN “un tavolo di confronto sul punto ed un incontro urgente finalizzato all’esame congiunto della grave situazione, alla definizione di soluzioni immediate al fine di monitorare i casi e alla verifica delle modalità di applicazione del CCNL in merito al tema contrattuale in oggetto”.

I Sindacati hanno, inoltre, inviato una diffida all’ASL di Bari in cui si sottolinea che “tutti i contratti individuali similmente già formulati devono ritenersi nulli e devono essere riformulati in pieno accordo con le norme contrattuali in essere” e che “occorre impedire che in futuro possano essere sottoscritti contratti come gli odierni contestati, posto che le scriventi OO.SS. si sono battute duramente al tavolo negoziale relativamente all’assegnazione stabile della sede di lavoro che fa parte del contenuto obbligatorio del CCNL in questione”.

Per tali ragioni le Sigle Sindacali invitano “a garantire per il futuro corrette applicazioni del CCNL Area Sanità e nel contempo diffidano dall’applicazione di disposizioni contrattuali contrarie, diverse e/o peggiorative di quelle contenute nel CCNL Area Sanità, con riserve, in caso contrario, di adeguate iniziative sindacali e legali”.

 

 

 

 

 

 

 

 

              

 

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