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Responsabilità professionale e Covid-19, come proteggere medici e operatori? Reazioni e proposte dal mondo della sanità

Dicono di noi

Pubblicato il 16/06/2020

 

 

Nell´articolo di Sanità Informazione le dichiarazioni del PresIdente Nazionale AAROI-EMAC, Alessandro Vergallo.

«Occorre uno scudo penale proprio per la situazione di caos che si è creata che non ha consentito l’esatta esecuzione di protocolli o di procedure standardizzate: dall’alto non sono arrivate direttive, quindi ci si è dovuti ‘inventare’ le modalità per assistere questi pazienti.

Quello che non ci è piaciuto nelle prime proposte è che lo scudo penale per la categoria professionale medica in realtà mal celasse una sorta di non procedibilità, di impossibilità di chiamare in causa il datore di lavoro in relazione alle dotazioni delle misure di sicurezza per gli operatori sanitari.

Se ci sono state delle carenze i cittadini hanno correttamente diritto a un risarcimento in sede civile, ma di sicuro non possiamo essere chiamati noi a pagare le conseguenze di eventuali episodi ascrivibili a ipotesi di cattiva organizzazione.

Nello scudo non devono essere incluse carenze sulla dotazione dei dispositivi di protezione individuale perché questo metterebbe il datore di lavoro in una condizione di non punibilità che ci sembra assolutamente fuori luogo. Sarebbe l’ennesima ingiustizia: siamo stati chiamati ad andare a combattere in molti casi a mani nude e non avremmo neanche diritto di vedere riconosciuta l’eventuale responsabilità di queste carenze.

Bisogna fare presto: questo è uno degli esempi in cui presto e bene devono essere obiettivi perseguibili nello stesso tempo».

Leggi l´articolo integrale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

              

 

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