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USL Toscana Sud Est, il Tribunale di Arezzo riconosce il risarcimento per il ritardo nel conferimento dell’incarico ad una dirigente

La sentenza riguarda una dirigente medica iscritta ad AAROI-EMAC Toscana. Chiarito il rapporto tra incarico, retribuzione di posizione e responsabilità dell’Azienda

Il Tribunale di Arezzo ha chiarito un principio importante per i dirigenti sanitari: senza un incarico formalmente assegnato non spetta la relativa retribuzione di posizione, ma se l’Azienda ritarda senza una valida ragione il conferimento dell’incarico, il dirigente può avere diritto a un risarcimento.

La sentenza, pubblicata il 22 settembre 2026, riguarda il ricorso presentato da una dirigente medica iscritta all’AAROI-EMAC Toscana ed assistita dall’avvocato Mauro Montini, consulente legale dell’associazione regionale, nei confronti dell’Azienda USL Toscana Sud Est.

La dirigente era arrivata nell’Azienda tramite mobilità volontaria nel dicembre 2025, ma aveva
ricevuto il nuovo incarico professionale soltanto nel marzo successivo. Nei tre mesi precedenti non le era stata riconosciuta la retribuzione di posizione. Il Tribunale ha stabilito che questa indennità non può essere riconosciuta automaticamente prima del conferimento dell’incarico. La cosiddetta clausola di garanzia prevista dal contratto collettivo, infatti, tutela il valore economico di un incarico già assegnato, ma non può essere applicata quando l’incarico ancora non esiste.

Allo stesso tempo, però, il giudice ha riconosciuto che l’Azienda ha l’obbligo di conferire un
incarico ai dirigenti sanitari e che non può rinviarne l’assegnazione senza motivi adeguati. Nel
caso esaminato, il ritardo è stato quindi considerato fonte di un danno risarcibile. Il Tribunale
ha quantificato il risarcimento prendendo come riferimento proprio l’importo minimo che la
dirigente avrebbe percepito se l’incarico fosse stato assegnato nei tempi corretti.

Per AAROI-EMAC Toscana si tratta di una pronuncia significativa perché il principio può
riguardare non soltanto i casi di mobilità, ma anche i neoassunti e, più in generale, tutte le
situazioni in cui vi sia un ritardo ingiustificato nell’assegnazione dell’incarico.
La sentenza rafforza quindi la tutela dei dirigenti sanitari e richiama le Aziende alla necessità
di assegnare gli incarichi in tempi ragionevoli o, in caso contrario, di motivare concretamente
eventuali ritardi.

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