AAROI EMAC Toscana: risorse a chi cura, non nuovi privilegi ai vertici
“Se ai cittadini si chiede di pagare di più e ai medici di sostenere carichi di lavoro sempre maggiori, le risorse della sanità devono servire a rafforzare l’assistenza, assumere professionisti e valorizzare chi cura ogni giorno i pazienti, non ad aumentare i privilegi di chi governa il sistema”. L’AAROI-EMAC Toscana, in riferimento alle recenti nomine e all’arrivo di nuovi ingressi nella sanità regionale, esprime forti preoccupazioni e contesta scelte di spesa ritenute lontane dalle necessità dei reparti.
Nel mirino dell’associazione che rappresenta gli Anestesisti Rianimatori ed i Medici dell’Emergenza Area Critica, ci sono la possibile destinazione di ulteriori risorse all’Università e gli incrementi retributivi per gli incarichi di vertice e dipartimentali. Scelte che, secondo AAROI-EMAC Toscana, contrastano con le difficoltà quotidiane di sale operatorie, terapie intensive, pronto soccorso e servizi di emergenza-urgenza, dove assumere e trattenere professionisti diventa sempre più difficile.
Ancora più grave appare tale scelta in una regione che, negli ultimi anni, ha dovuto affrontare rilevanti criticità economiche del sistema sanitario, ricorrendo a misure straordinarie e chiedendo ai cittadini un ulteriore sacrificio economico attraverso l’aumento dell’addizionale regionale Irpef per garantire la tenuta dei conti, ponendo la Toscana ai vertici del prelievo fiscale che grava esclusivamente sui dipendenti e sui pensionati
“All’aumento dell’imposizione fiscale per sostenere la sanità pubblica, deve corrispondere il diritto dei cittadini di pretendere che tali risorse siano utilizzate prioritariamente per rafforzare l’assistenza, assumere professionisti, migliorare la sicurezza delle cure e valorizzare chi opera quotidianamente al letto del paziente”.
L’AAROI-EMAC Toscana rimarca con forza il ruolo degli anestesisti rianimatori e dei medici dell’emergenza, essenziali per l’attività chirurgica, le terapie intensive e la gestione delle emergenze. Alla difficoltà di reperire personale si aggiungono, denuncia l’Associazione, turni estenuanti, riposi sacrificati e richiami in servizio, con conseguenze sul benessere lavorativo e sull’attrattività delle specialità dell’area critica.
“Senza il personale dell’area critica non si possono effettuare gli interventi chirurgici, per questo chiediamo piena trasparenza sull’impiego delle risorse ed una revisione delle priorità di spesa a favore dei servizi assistenziali”.
Tra le richieste avanzate dall’Associazione figurano anche investimenti immediati per il reclutamento e la permanenza dei medici nel servizio pubblico, un riconoscimento concreto del ruolo degli anestesisti rianimatori e dei medici dell’emergenza e misure strutturali per migliorare l’organizzazione e la qualità della vita lavorativa. Non è accettabile destinare risorse a meccanismi che aumentano le distanze tra chi governa il sistema e chi ogni giorno lo tiene in piedi. La sanità toscana ha bisogno di più personale sanitario, più riconoscimento professionale, più sicurezza e più rispetto per il lavoro reale.
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