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COVID. Le dichiarazioni del Presidente AAROI-EMAC a Il Fatto Quotidiano

Le dichiarazioni del Presidente Nazionale AAROI-EMAC nell’articolo de Il Fatto Quotidiano sulla situazione sanitaria a tre anni dall’inizio della pandemia.

«Le attrezzature, come i respiratori, non mancano. Ma spesso sono ferme nei magazzini. “Semplicemente perché non c’è il personale per metterle in funzione“, dice Alessandro Vergallo, segretario di Aaroi-Emac, a cui fanno capo anestesisti e rianimatori. Così, eccoci punto e a capo. Con l’aggravante che i numeri sulle carenze sono sottodimensionati. Calcolati prendendo in esame solo la gobba pensionistica, non tengono conto della fuga dei medici dal sistema sanitario pubblico.

Tanti si dimettono per accettare incarichi di tipo libero professionale con le cooperative alle quali le aziende sanitarie appaltano servizi – prosegue Vergallo -. Possono scegliere i turni e percepire fino a 1.200 euro per dodici ore . Adesso, per esempio, di anestesisti ne mancano 4 mila. Chi resta è stanco e provato.

Una nuova ondata di Covid-19 sarebbe drammatica, saremmo nuovamente in una situazione di gravissima emergenza“, dice Vergallo. Proprio le terapie intensive si rivelerebbero ancora una volta l’anello debole. Prima della pandemia i posti letto, in tutta Italia, erano circa 5 mila, Nelle fasi più critiche erano saliti a oltre 8 mila , oggi sono scesi a 6.500. Un 30% in più che però non è strutturale. Sembra il gioco delle tre carte. I posti sono dichiarati, perché attivabili. Ma solo potenzialmente. In realtà, esistono solo in teoria e non possono essere operativi: semplicemente perché non ci sono nè gli anestesisti nè gli infermieri necessari, condizione che riguarda più o meno tutte le regioni».

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