Gruppo di lavoro sulle aziende ospedaliero universitarie, il documento Intersindacale
Si è svolto il 14 Maggio 2026 al Ministero dell’Università e della Ricerca un nuovo incontro del Gruppo di Lavoro incaricato dell’analisi degli esiti della sperimentazione prevista dall’art. 2, comma 2, del d.lgs. 517/1999 e dell’elaborazione di proposte finalizzate a definire un modello organizzativo unitario applicabile alle Aziende Ospedaliero-Universitarie.
Nel corso della riunione, l’Intersindacale della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria (AAROI-EMAC – ANAAO Assomed – FP CGIL Medici e Dirigenti sanitari – CIMO – CISL Medici – FASSID – FESMED – FVM – UIL FPL) ha presentato un documento unitario con l’obiettivo di contribuire al percorso di revisione e aggiornamento del sistema di integrazione tra Servizio sanitario nazionale e Università.
Nel testo, precisato che la prospettiva resta orientata verso un progressivo inquadramento degli specializzandi di area medica e sanitaria in un vero contratto formazione-lavoro, viene evidenziato il ruolo centrale della rete ospedaliera del SSN nella formazione specialistica, sottolineando come l’attività formativa degli specializzandi si realizzi concretamente nelle strutture assistenziali attraverso il contributo quotidiano dei dirigenti medici e sanitari del Servizio sanitario nazionale.
Tra le proposte contenute nel documento ci sono:
- il riconoscimento formale del ruolo di “Tutor Clinico di Riferimento” per i dirigenti del SSN impegnati stabilmente nell’attività tutoriale;
- la valorizzazione professionale, contrattuale ed economica delle attività di tutoraggio e didattica svolte dal personale sanitario;
- il superamento di automatismi che colleghino l’inserimento delle strutture ospedaliere nelle reti formative a processi di “clinicizzazione” o alla direzione universitaria delle stesse;
- il rafforzamento degli Osservatori sulla Formazione Specialistica e l’introduzione di criteri più rigorosi per garantire qualità e trasparenza nei percorsi formativi.
Il documento propone inoltre di considerare la rete formativa come un vero e proprio “Distretto Formativo” integrato tra Università e SSN, fondato sulla qualità della casistica clinica, sui volumi assistenziali, sulla presenza di tutor qualificati e sugli esiti delle attività assistenziali, più che sulla sola natura giuridica universitaria delle strutture.
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