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Reclutamento AR Ospedale Fiera Milano, Regione non ascolta

Al momento nessuna disponibilità al dialogo, ma solo ipotesi inaccettabili per il reclutamento di Anestesisti Rianimatori per l’Ospedale Fiera Milano. A denunciarlo è l’AAROI-EMAC Lombardia che dopo un incontro con i vertici della sanità lombarda è pronta a proclamare lo stato di agitazione della categoria.

La nostra impressione è che Regione Lombardia non sia minimamente disponibile a prendere in considerazione le nostre proposte – afferma Cristina Mascheroni, Presidente AAROI-EMAC Lombardia –, nonostante siano state da noi messe a punto per garantire il funzionamento dell’Ospedale, tutelando, al contempo, sia i Colleghi sia i Pazienti ricoverati in Rianimazione. Richieste che, a nostro avviso, coniugano la risposta alle attuali necessità sanitarie dovute all’emergenza con la volontà di preservare professionisti fin troppo provati da mesi di super lavoro”.

Le proposte dell’AAROI-EMAC Lombardia sono:
– Adesione volontaria degli Anestesisti Rianimatori;
– Ricovero in Rianimazione in Fiera dei Pazienti per i quali prevedibilmente non debba esserci il supporto di quei Servizi Ospedalieri di cui l’Ospedale in Fiera è sprovvisto, incluse le Sale Operatorie;
– Orario di lavoro giornaliero di max 8 ore, con adeguata rotazione della turnistica del personale, in modo che ad ogni Medico sia garantita la fruizione di adeguati riposi, considerata anche la gravosità del lavoro con le tute protettive, oltre che con gli altri DPI previsti per i Reparti ad alto rischio di contagio;
– Sistemazione alberghiera, a richiesta, che consenta un adeguato isolamento dal proprio nucleo familiare qualora difficoltoso o impossibile da attuare a domicilio;
– Tamponi a scadenze fisse, e comunque prima di tornare in famiglia dopo il periodo lavorato in Fiera;
– Un trattamento di trasferta adeguato, secondo le norme contrattuali.

Regione Lombardia – prosegue Mascheroni – oltre a non mostrarsi disponibile al confronto, ha dichiarato di essere pronta a reclutare gli Anestesisti Rianimatori anche attraverso ordini di servizio coattivi. Una simile decisione rappresenterebbe un vero e proprio schiaffo ai Medici che hanno dato il massimo e anche di più nella scorsa primavera, e che non possono pagare lo scotto di una altrui pianificazione tardiva. A tutto ciò si aggiunge che la tanto decantata premialità promessa dalla Regione per ristorare il disagio del lavoratore in un tal contesto, allo stato attuale, non esiste, forse – ci dicono – verrà prevista solo dopo aver chiesto al Governo di aumentare i fondi dati alla Regione”.

Soltanto ventilare l’ipotesi di procedere con simili ordini di servizio è molto grave – aggiunge Alessandro Vergallo, Presidente Nazionale AAROI-EMAC –. Un’eventualità a cui abbiamo intenzione di opporci con fermezza, anche perché rappresenterebbe un precedente vessatorio al quale anche altre Regioni potrebbero pensare di ricorrere, come già ci segnalano da altre zone d’Italia. Ovunque una tal iniziativa si verificasse, siamo pronti a proclamare lo stato agitazione non solo in Lombardia ma a livello nazionale.

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