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STOP all’invasione universitaria degli Ospedali

Una recente nota dell’ateneo Barese lamenta una mancata risposta dell’AOU Policlinico di Bari ad una serie di proposte di avviamento in convenzione, da inserire nel Piano dei Fabbisogni di Personale 2021-2023,”di unità di personale, docente e ricercatore, reclutate per specifiche esigenze dei Dipartimenti Universitari di ricerca afferenti la Scuola di Medicina onde assicurare presso l’AOU di riferimento ex D.L.gs 517/1999,lo svolgimento di attività assistenziali strettamente connesse alle attività di didattica e di ricerca” 

Da anni le OO.SS. dei dirigenti ospedalieri denunciano la progressiva “clinicizzazione” degli ospedali, grazie a Protocolli d’Intesa tra le Regioni e le Facoltà di Medicina che favoriscono una vera e propria occupazione di posti in organico da parte di personale universitario “accolto” in convenzione. 

Quanto sopra, senza alcuna verifica delle reali necessità assistenziali di stipulare convenzioni (i professori non sono dipendenti del SSN) con uno specialista in cardiologia piuttosto che in chirurgia generale o altro. Semplicemente l’Università invia in convenzione(e le Aziende Ospedaliere-Universitarie “accolgono” senza alcuna obiezione) specialisti di ogni tipo giustificandone la convenzione con le esigenze di didattica e ricerca. 

Le Regioni dimenticano, volutamente, che il fine ultimo della didattica e della ricerca è, in ogni caso, il miglioramento dell’assistenza. Invece, così operando, favoriscono, di fatto, l’aggiramento di concorsi e graduatorie (cui invece sono obbligati gli ospedalieri), consentono l’occupazione di posti in organico sottratti ai concorsi, con un orario dedicato all’assistenza di 22 ore settimanali (rispetto alle 38 degli ospedalieri), con incarichi che sono, nella gran parte di tipo apicale: Direttori di Dipartimento, Strutture Complesse, Semplici Dipartimentali, Progetti Interdipartimentali, retribuiti con fondi pubblici). 

Tutto questo, lasciando invariata la grave situazione di carenza degli organici in alcuni settori ospedalieri (vedi l’Emergenza-Urgenza, Pronto Soccorso in primis) e territoriali 

Questo è quello che avviene, da anni, nelle 2 aziende Ospedaliere-Universitarie pugliesi di Bari e Foggia. Ma le Università (comprese, ovviamente, quelle private) e Regione vanno oltre. Il terreno di conquista si allarga a macchia d’olio: sono in via di definizione Protocolli per trasformare tutti i grandi ospedali pugliesi in Aziende Ospedaliere-Universitarie (Taranto, Lecce, Brindisi) scorporandoli dalla ASL di riferimento (la cui sorte è ad alto rischio di estinzione). 

E così, mentre la sanità pubblica pugliese è alle corde e non riesce a garantire un’assistenza adeguata ai propri cittadini per le gravi carenze di personale ospedaliero e territoriale (si pensi alla carenza dei MMG), c’è chi, imperterrito, continua ad occupare spazi e funzioni senza alcun controllo di efficacia sulla salute pubblica. 

Noi diciamo basta! La Regione Puglia ha fallito nel suo ruolo di garante del SSR nella stipula di Protocolli di Intesa farlocchi. Pretendiamo che nei Protocolli ci sia anche la presenza delle Organizzazioni Sindacali firmatarie se non altro per la verifica delle necessità assistenziali legate alle convenzioni, la tutela degli interessi del personale non universitario e per garantire il rispetto delle regole contrattuali da parte di tutti. 

Sia chiaro che nessuno mette in discussione le esigenze di didattica e ricerca né la dedizione e professionalità dei “professori” ma è necessaria trasparenza e condivisione per salvare il SSN da interessi estranei al bene pubblico. 

Bari, 31 Agosto 2022 

AAROI-EMAC F.to A. Amendola 
ANAAO-ASSOMED F.to A. Mita 
FEDERAZIONE CIMO-FESMED F.to A. Oliva 
FEDERAZIONE CISL MEDICI F.to V. Piccialli 
FEDERAZIONE FASSID F.to V. De Ruvo 
FP CGIL MEDICI e DIRIGENTI SANITARI F.to A. Mazzarella 
FVM F.to N. Zinni 
UIL FPL F.to S. Pesce 

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