Intersindacale. La sanità del Lazio non può vivere in emergenza permanente
Le Organizzazioni Sindacali della dirigenza medica, sanitaria, veterinaria e PTA del Lazio esprimono forte preoccupazione per il nuovo Piano Regionale di gestione dei ricoveri, varato senza un adeguato confronto con le rappresentanze dei professionisti.
Pur condividendo l’obiettivo di ridurre il sovraffollamento dei Pronto Soccorso, le OO.SS. denunciano il rischio che strumenti nati per l’emergenza diventino assetto ordinario, con possibili ricadute negative su sicurezza delle cure, continuità assistenziale e attività programmata.
In un contesto in cui il territorio (Case e Ospedali di Comunità, presa in carico delle cronicità, gestione degli accessi a bassa priorità) è ancora incompleto, si chiede agli ospedali di compensare attraverso continue riallocazioni di personale e posti letto, moltiplicazione dei livelli decisionali e crescente fungibilità delle competenze specialistiche. Tutto questo può produrre ritardi, percorsi meno appropriati, rinvii di interventi e diagnostica, e incertezza sulle responsabilità cliniche.
LE DECISIONI ASSUNTE COSTITUISCONO UN RISCHIO FATTUALE PER I PAZIENTI: in assenza di ascolto e confronto con gli operatori sanitari e le organizzazioni sindacali, un’organizzazione instabile produce ritardi, percorsi meno appropriati, interruzioni dell’attività programmata e responsabilità cliniche indefinite.
Le Organizzazioni Sindacali chiedono alla Regione Lazio di:
• aprire subito un tavolo regionale permanente con le OO.SS. e le rappresentanze professionali, prima dell’attuazione delle misure più impattanti su turni, competenze e percorsi;
• rendere pubblica una ricognizione operativa delle strutture territoriali e del loro reale contributo alla riduzione degli accessi impropri;
• definire un piano strutturale per organici e posti letto, distinguendo chiaramente tra misure emergenziali e organizzazione ordinaria;
• tutelare competenze specialistiche e attività programmata, evitando una fungibilità indiscriminata del personale e rinvii sistematici delle prestazioni;
• monitorare in modo trasparente gli effetti del Piano su attese, esiti, sovraffollamento, carichi di lavoro ed eventi avversi.
Ridurre il sovraffollamento dei Pronto Soccorso è un obiettivo condiviso e non rinviabile, ma non può avvenire trasformando l’eccezione in regola né scaricando su ospedali e professionisti le carenze di una rete territoriale ancora incompiuta.
Le Organizzazioni Sindacali firmatarie:
AAROI EMAC Lazio
ANAAO Assomed Lazio
FP CGIL Medici e Dirigenti SSN
Federazione CIMO FESMED (ANPO-ASCOTI, CIMO, CIMOP, FESMED)
Federazione CISL Medici Lazio
FASSID (AIP AC-SIMET-SNR-SINAFO-AUPI)
FVM Federazione Veterinari e Medici
UIL FP Medici
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