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COSMED: Rinnovo dei contratti, partire in fretta ma senza false partenze

Si è svolto in Aran l’incontro con le Confederazioni per la definizione dell’accordo quadro, atto
preliminare per l’avvio della stagione contrattuale 2019-2021.
La trattativa ha risentito della persistenza del comma 687 della legge di bilancio 2019 che con un colpo di mano nottetempo ha prescritto il rientro della Dirigenza Professionale Tecnica e
Amministrativa nel contratto della Dirigenza sanitaria.

Tale norma, già differita in occasione della scorsa stagione contrattuale, è oggetto di numerose
richieste di abrogazione da parte di tutte le parti politiche e rappresenta come ribadito da
COSMED:
− un’indebita ingerenza della politica nell’autonomo potere decisionale del tavolo sindacale;
− una lesione della libertà sindacale in quanto la rappresentatività è stata determinata sulla
base dell’attuale composizione (sarebbe come se dopo le elezioni venissero modificati i
collegi elettorali);
− un grave effetto retroattivo non solo sulla rappresentatività sindacale, ma anche su atti già
deliberati come quelli sulle prerogative sindacali, con inevitabile contenzioso;
− una disposizione che non tiene conto della separazione dei fondi tra sanitari e TPA
avvenuta negli ultimi contratti giustamente distinti tra sanitari e TPA;
− un provvedimento che priva la dirigenza TPA di una rappresentanza costringendo le proprie
associazioni a modificare i propri statuti e assetti organizzativi;
− un elemento che non riconosce la specificità della dirigenza sanitaria normata dal Dlgs
229/1999 reintroducendo una commistione che allontana il riconoscimento della dirigenza
medica e sanitaria come categoria con caratteristiche specifiche nell’ambito del pubblico
impiego;
− una complicazione che produce in decentrata una duplicazione disarmonica di tavoli tra
vecchio e nuovo contratto.

Si tratterebbe come si vede di una falsa partenza che in realtà comporterebbe una serie di
complicazioni con un rallentamento anziché un’accelerazione dell’iter contrattuale.
Difendiamo la nostra autonomia.
Una confortante unità di vedute si è avuta con CISL e le principali confederazioni autonome della dirigenza.

Per questo la proposta di Aran di separare l’accordo dei comparti da quelli delle aree dirigenziali, come peraltro prescrive la legge che parla di accordi (al plurale) e non di un unico accordo ci è sembrata una buona mediazione e un riconoscimento della dirigenza pubblica come soggetto contrattuale.

Aran preso atto che non ci sono attualmente le condizioni per la sottoscrizione, riconvocherà le parti tra una decina di giorni. Nel frattempo auspichiamo che tempestivamente il legislatore ponga rimedio al problema, da esso stesso creato, abrogando il comma 687 nei prossimi veicoli
legislativi.

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