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Riforma 118, AAROI-EMAC e SIMEU contro modello FNOMCeO

Nell’articolo di Doctor33, gli interventi del Presidente Nazionale AAROI-EMAC, Alessandro Vergallo, e del Dr Fabio De Iaco, referente dell’Accademia dei direttori di struttura complessa in SIMEU, sulla recente Audizione FNOMCeO al Senato relativa alla Riforma del SET118.

“Anestesisti rianimatori dimenticati, medici di emergenza urgenza equiparati a medici di famiglia: la relazione del presidente Fnomceo Filippo Anelli, audito in Senato per migliorare il disegno di legge 1715 sui Servizi di Emergenza sanitaria territoriali-Set 118 a firma di Maria Domenica Castellone (M5S), non piace al sindacato Aaroi Emac né alla società scientifica Simeu, voci chiave del mondo dell’emergenza urgenza.

Per il presidente Alessandro Vergallo «l’emergenza sanitaria territoriale è casa comune di anestesisti, medici specialisti Meu e convenzionati del 118 con esperienza. Ha il compito di portare uomini e mezzi dell’ospedale sul paziente critico nel territorio, deve contare su competenze ospedaliere».

«La Fnomceo ha fatto un’invasione di campo, non è la prima volta. L’ordine si dovrebbe occupare di attività medica nel suo complesso – dice Vergallo – anziché entrare nell’organizzazione del lavoro, tema sindacale, e nella formazione di disciplina, tema da società scientifica. Il ragionamento secondo cui 3 anni di specializzazione in medicina di famiglia con in più un anno di corso regionale Est equivalgono a 5 anni di specializzazione Meu è incredibile. Ad oggi però in Puglia, dove Anelli è presidente Omceo Bari, per lavorare nel Set 118 bisogna essere nella graduatoria della medicina convenzionata. A poco vale che la formazione in medicina generale risponda ad esigenze diverse, che lo “skill” si acquisisca solo con una specializzazione ospedaliera come Anestesia Rianimazione (AR) o Medicina di Emergenza Urgenza e si mantenga anche lavorando in ospedale. Prevedere l’equipollenza tra il medico di famiglia con corso Est e un Meu (ignorando scandalosamente gli AR) significa sancire che il Meu è una sorta di non specialista. Si apre la strada all’omogeneizzazione delle competenze del 118 a quelle della continuità assistenziale, che in alcune regioni si profila di già con esiti non buoni».

«Stiamo continuando ad alimentare gravi confusioni su un problema che l’Italia aveva risolto 12 anni fa creando la scuola di specializzazione in Emergenza Urgenza», aggiunge Fabio De Iaco referente dell’Accademia dei direttori di struttura complessa in Simeu. «Perché la nostra deve essere l’unica specialità in cui si consenta anche a non specialisti di fare le medesime operazioni? Perché sono state stanziate risorse per i posti di specialità MEU e ora diciamo agli specialisti che sulle ambulanze ci salgono solo se convenzionati per la medicina di famiglia e se hanno fatto il corso regionale dei 6 mesi in emergenza territoriale dopo 5 anni di università? Con il ddl Castellone non stiamo solo alimentando un doppio binario, ma in tempi di crisi degli organici depauperiamo ulteriormente un servizio dove i medici disponibili sono pochi (e affiancati da infermieri dotati di una formazione avanzata), e molti di quei pochi sono specialisti EU»”.

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