Dirigenza pubblica: il Governo persiste nel taglio dei fondi, ritarda i contratti e burocratizza le ferie. Bene solo la flessibilità sui permessi sindacali
“Sulla base delle bozze in circolazione e in attesa del testo definitivo, emerge con chiarezza la volontà del Governo di proseguire nel drenaggio di risorse contrattuali destinate alla Dirigenza pubblica, introducendo al contempo ritardi incomprensibili sui rinnovi e complicazioni burocratiche sulla gestione delle ferie”. E’ il commento della Cosmed al testo del decreto sulla Pubblica Amministrazione.
Fondi contrattuali: dal “furto” alla beffa della formazione
La legge 2 luglio 2026, n. 119 (art. 3, comma 3) aveva inizialmente previsto che le economie derivanti dai tagli alla retribuzione di performance dei dirigenti venissero destinate al personale non dirigenziale. Una vera e propria “norma Robin Hood”, illegittima ed eversiva, che violava il principio di intangibilità dei fondi e la separazione tra distinti comparti contrattuali.
A fronte degli ordini del giorno parlamentari che ne chiedevano il ritiro, il Governo pare aver semplicemente riformulato la norma: le risorse sottratte non andranno più ad altri contratti, ma verranno trattenute dall’Amministrazione per finanziare la formazione dei dirigenti stessi. Si tratta di un maquillage inaccettabile. La formazione deve essere coperta dal monte salari aziendale e non attingendo alle risorse retributive dei lavoratori. Auspichiamo il ritiro definitivo della norma in sede di conversione, pena un inevitabile ricorso ai contenziosi.
Rinvio della rilevazione delle deleghe: rinnovi contrattuali in ostaggio
Un ulteriore elemento di forte criticità per la Cosmed riguarda il rinvio al 31 dicembre 2027 della rilevazione delle deleghe sindacali (inizialmente prevista tra dicembre 2026 e gennaio 2027), introdotto via decreto-legge senza alcuna consultazione.
Questo slittamento blocca di fatto la certificazione della rappresentatività e fa slittare il rinnovo contrattuale 2028-2030 (peraltro già finanziato) a dopo la scadenza del triennio. Un arretramento incomprensibile che subordina l’interesse primario dei lavoratori alle dinamiche elettorali delle RSU di altre categorie. Chiediamo la cancellazione del rinvio o, in subordine, il mantenimento delle scadenze ordinarie per la Dirigenza, comparto in cui non si effettuano le elezioni RSU.
Ferie non godute: un sistema farraginoso al limite del diritto UE
Prospettive sanzionatorie e burocratiche ricadono anche sulla disciplina delle ferie non godute. Con lo strumento del decreto-legge si scarica sui dirigenti apicali un gravoso ed irrealistico compito di monitoraggio e pianificazione, senza considerare che gran parte degli arretrati risale al periodo pandemico.
Imporre un recupero forzato senza un censimento reale rischia di paralizzare l’erogazione dei servizi essenziali, ponendosi peraltro in potenziale contrasto con la giurisprudenza europea sul diritto al riposo retribuito e finendo solo per moltiplicare i ricorsi legali.
Permessi sindacali: l’unica nota positiva
Accogliamo con favore unicamente la maggiore flessibilità introdotta nell’utilizzo dei permessi sindacali per la Dirigenza, un settore che ha storicamente rinunciato ai permessi legati alle RSU. Risulta tuttavia irragionevole il termine di soli 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale concesso alle organizzazioni sindacali per comunicare all’ARAN le nuove percentuali di cumulo.
La pubblicazione del testo a ridosso della pausa parlamentare riduce al minimo i tempi per emendare il provvedimento. L’assenza a tutt’oggi di un testo bollinato conferma l’approssimazione con cui sono state gestite norme d’impatto cruciale per la Pubblica Amministrazione. Cosmed sollecita un immediato ravvedimento dell’Esecutivo in sede di conversione in legge.
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